Subido por giuseppe negro

Negro, G. - Presenze ticinesi a Pavia fra Sette e Ottocento

Anuncio
Giuseppe Negro
Presenze ticinesi a Pavia fra Sette e Ottocento
Pubblicato in "Annali di storia pavese", n. 20, 1991, pp. 295-306. Il testo è stato riveduto e corretto.
Confrontando le fonti ticinesi con quelle conservate presso l'Archivio di Stato di Pavia, il saggio ricostruisce
i rapporti intercorsi tra la Svizzera italiana e l'Ateneo pavese negli anni 1770-1815. Ne emerge la funzione
fondamentale svolta dall'Università di Pavia nella formazione culturale della classe dirigente ticinese nella
prima metà dell'Ottocento.
Per chi voglia ricostruire i rapporti culturali intercorsi tra la Svizzera italiana e l'Università di Pavia
(o, più in generale, l'ambiente culturale pavese) nel periodo che va dal 1770 circa all'inizio della
Restaurazione, fonti d'informazione non trascurabili per un primo approccio al problema sono gli
scritti di Hans Rudolf Schinz risalenti alla fine del Settecento, e quelli di Paolo Ghiringhelli e Gian
Paolo Oldelli, che datano all'inizio del secolo successivo.
Nel 1783 lo Schinz, nel terzo fascicolo della sua opera dal titolo Beyträge zur nähern Kenntniss des
Scbweizerlandes, scriveva che tra i Ticinesi "di solito i medici studiano a Bologna o a Pavia; anche
quelli che vogliono dedicarsi alla giurisprudenza frequentano qualche volta queste università, ma
più spesso si recano a Friburgo in Brisgovia, o in qualche altra regione della Germania perché vi
imparano nello stesso tempo la lingua tedesca, tanto necessaria per le faccende del sindacato e per
recarsi nelle città e nei paesi in cui abitano i loro sovrani".1 E non aggiungeva altro, sorvolando sul
fatto che, oltre che per le discipline citate, diversi Svizzeri italiani si recavano a Pavia anche per
compiere gli studi filosofici e teologici. Analogo silenzio Schinz osservava in relazione al numero
di tali studenti e all'esito dei loro studi, mentre dava opportunamente rilievo al fatto che la
sudditanza politica delle terre ticinesi a dodici dei tredici Cantoni sovrani che componevano la
Confederazione Svizzera (tutti, cioè: tranne Appenzello), inducesse molti studenti a completare i
loro studi in università tedesche.
Alcuni anni dopo, nel 1812, il padre benedettino Paolo Ghiringhelli confermava, e in parte
precisava, il commento dello Schinz; nell'opera Topographisc-statistiche Darstellung des Kantons
Tessin, pubblicata nell'Helvetischer Almanach, scriveva: "gli studi ecclesiastici venivano compiuti,
come ora, nei rispettivi Seminari Vescovili e nel Collegio Tedesco di Milano. Per gli studi di
giurisprudenza venivano frequentate le università tedesche, in parte per la loro fama, e specialmente
per imparare la lingua dei dominatori del Paese. Per gli studi profani superiori si frequenta ora quasi
esclusivamente Pavia".2
Il Ghiringhelli lasciava così intendere come per le terre ticinesi la fine della sudditanza ai Cantoni
della Svizzera tedesca (avvenuta nel 1798) e la successiva costituzione a Cantone sovrano (nel
1803) avessero dirottato molti studenti dalle università della Germania all'Ateneo di Pavia. "Per gli
studi profani", specificava Ghiringhelli, e con ragione: in quanto a Pavia era stata nel frattempo
soppressa la Facoltà teologica a seguito di un'ordinanza emanata dal Direttorio parigino nell'ottobre
del 1797.
Nello stesso periodo del Ghiringhelli, un altro ticinese aveva modo di interessarsi ai rapporti tra la
Svizzera italiana e l'Università di Pavia: il padre Gian Alfonso Oldelli. L'Oldelli pubblicava a
Lugano nel 1807 un Dizionario storico-ragionato degli uomini illustri del Canton Ticino, facendolo
seguire dalle note integrative di un Aggiornamento nel 1811. Lo scopo era quello di fornire i dati
biografici fondamentali dei più illustri personaggi del neonato Cantone, tentando al tempo stesso di
rivendicare il Ticino come patria di quegli uomini illustri che, da esso allontanatisi o anche nati
all'estero, discendevano però da famiglie locali. L'Oldelli segnalava quindi l'origine ticinese (di
Ligornetto) di Siro Comi3 che, licenziatosi in giurisprudenza a Pavia, era stato in seguito direttore
1
Hans Rudolf Schinz, Descrizione della Svizzera Italiana nel Settecento, Locarno 1985, pp. 272-4.
Paolo Ghiringhelli, Descrizione topografica e statistica del Canton Ticino, in Antonio Galli, Il Ticino all'inizio
dell'Ottocento nella descrizione topografica e statistica di Paolo Ghiringhelli, Bellinzona-Lugano 1943, p. 61.
3
Su Siro Comi cfr., tra l'altro, il Dizionario biografico degli italiani, Roma 1982, vol. 27, ad vocem.
2
dell'Archivio Municipale e fondatore dell'Archivio dell'Università; dei fratelli di Siro: Gian Antonio
Comi, insegnante di teologia e rettore del Seminario pavese, e Gian Maria, erudito e letterato
vissuto tra Pavia e Ligornetto e qui morto nel 1797; del gesuita Francesco Gianella (di Leontica),4
insegnante di matematica all'Università tra il 1775 e il 1782. L'Oldelli ricordava inoltre il luganese
Modesto Farina, insegnante di teologia presso il Seminario e ripetitore presso l'Università negli anni
1793-1802, divenuto in seguito vescovo di Padova; e Diego Guicciardi, nato a Lugano da madre
ticinese ma trasferitosi poi in Valtellina, laureato a Pavia in giurisprudenza e divenuto in seguito
figura di primo piano della vita politica e diplomatica italiana.
Ma all'Università di Pavia all'inizio dell'Ottocento un altro nome illustre di origine ticinese era
presente come insegnante: era il luganese Francesco Soave (1743-1806), padre somasco, che ricoprì
la cattedra di Logica e Metafisica (o di "Analisi delle idee", secondo la denominazione dell'epoca)
presso la Facoltà di giurisprudenza dal 1803 al 1806.5 Considerato, a buon diritto, una tra le più
eminenti figure della cultura filosofica e letteraria a cavallo dei secoli XVIII e XIX, il Soave veniva
ricordato non soltanto dall'Oldelli, ma anche da Stefano Franscini, che nel 1837, pubblicando a
Lugano La Svizzera italiana, lo annoverava tra gli uomini illustri del Cantone, ricordandone tra
l'altro l'opera di traduttore e fìlologo. Aggiornando il Dizionario dell'Oldelli, Franscini aveva poi
modo di citare una folta schiera di Ticinesi la cui formazione culturale era avvenuta all'Università di
Pavia: qui avevano studiato Carlo Gianella (nipote del già citato Carlo Francesco), nato a Milano da
famiglia di Leontica e divenuto in seguito figura di spicco dell'amministrazione austriaca
Lombardia; il sacerdote luganese Giuseppe Pagani, che a Pavia seguì gli studi di teologia e ricoprì
poi la carica di rettore nel Collegio Gallio di Como; l'abate Giuseppe Bagutti, di Rovio, che,
licenziatosi in chirurgia nel 1795, fu poi direttore dell'Istituto dei sordomuti di Milano; Pietro
Magistretti, laureato in medicina e chirurgia nel 1789 e divenuto professore di anatomia
all'Accademia di Brera; l'ingegner Pietro Bianchi e l'architetto Giacomo Fumagalli, entrambi iscritti
a matematica: il primo passò poi alle dipendenze dei Borboni di Napoli, mentre il secondo lavorò
alla costruzione del Naviglio tra Milano e Pavia.
Accanto a queste figure, la cui esistenza trascorse, in diversa misura, al di fuori dei confini ticinesi,
nell'opera del Franscini sono però ricordati anche personaggi che a buon titolo rientrano in quella
classe dirigente a cui nei primi decenni dell'Ottocento toccò di creare, pressoché da zero, le strutture
amministrative, economiche e giuridiche del nuovo Cantone. Anche tra questi, numerosi gli studenti
a Pavia: basti ricordare Luigi Catenazzi, di Morbio Inferiore, che a Pavia compì gli studi di legge, fu
poi saggista, professore di letteratura classica al Liceo di Como ed ebbe parte negli avvenimenti
della 'rivoluzione dì Giubiasco' nel 1814; gli avvocati Antonio Quadri e Giovan Battista Bustelli,
che contribuirono alla stesura dei Codici di procedura penale e civile e del Codice penale; Giovan
Battista Monti, di Balerna, che, compiuti gli studi di diritto a Pavia, fu poi tra gli esponenti
principali delle forze liberaldemocratiche negli anni della Restaurazione, fu eletto membro della
reggenza provvisoria in occasione della 'rivoluzione di Giubiasco' e divenne infine membro del
Consiglio di Stato nel 1830; Pietro Peri, avvocato, lui pure uomo guida dei liberali nella riforma del
1830 e membro del Tribunale d'Appello.
Fin qui il Franscini e le fonti ticinesi coeve. Ma il quadro dei rapporti tra Ticino e Università di
Pavia ne risulterebbe, rispetto alla realtà effettiva, di gran lunga semplificato e impoverito; a
integrazione soccorrono le fonti italiane, e in particolare la documentazione conservata
nell'Archivio di Stato di Pavia, relativa agli studenti immatricolati e laureati all'Università. 6
4
Sul Gianella cfr. AA.VV., Memorie e documenti per la storia dell'Università di Pavia, 1, Pavia 1877-78, p. 449, in
cui il Gianella è detto originario di Milano (13 giugno 1740).
5
Di un precedente soggiorno del Soave a Pavia per motivi di studio dice Gaetano Capone Braga, La filosofia
francese e italiana del Settecento,II, Padova 1942, p. 125: "Compì l'anno di noviziato a Milano, nel
Convento di S. Pietro in Monforte; poi pronunciò i voti solenni; e di là passò a Pavia, nella casa di S. Maiolo,
dove studiò filosofia scolastica; fu quindi (1761) mandato dai superiori, come prefetto di camerata, a Roma
nel Collegio Clementino".
6
Le fonti consultate presso l'Archivio di Stato di Pavia sono le seguenti: Fondo Università, registri degli
studenti, n. 810 (1762-1803), n. 811 (1803-5), n. 812 (1805-17); cataloghi generali degli studenti, n. 815
Si tratta di una documentazione ricca e di notevole interesse, in grado di fornire una rilevante messe
di dati di pressoché assoluta attendibilità. Qualche precauzione tuttavia si impone. I registri delle
immatricolazioni recano, oltre a cognome e nome dello studente, il luogo di provenienza e gli studi
intrapresi il primo anno. Per quanto concerne il luogo di provenienza, purtroppo esso è spesso
indicato in modo generico: di diversi studenti si dice che sono "elvetici" o "luganesi", definizioni
che richiedono un approfondimento d'indagine per accertare in modo preciso la località d'origine.
Così sono indicati come "elvetici" Antonio Ferrari (originario di Lugano), Pietro Rossi (di Sessa),
Fulgenzio Rusconi (di Giubiasco), e come "luganesi" Paolo Bagutti (di Riva San Vitale),
Ferdinando Fraschina (di Bosco Luganese), il sacerdote Giuseppe Garovi (di Bissone) e altri.
Analoga la genericità nell'indicazione degli studi seguiti, in particolar modo per coloro che, iscritti
al corso di filosofia per il primo anno, in quelli successivi passavano ad altre Facoltà, essendo il
corso di filosofia propedeutico agli altri tipi di studi. A ciò si aggiunga, per più di un caso, la
disattenzione degli impiegati preposti alla compilazione dei registri, a cui sono da imputare talora
ripetizioni, distorsioni del cognome o della località di provenienza, dimenticanze nella registrazione
di questo o quel dato. Sono tuttavia lacune superabili già per lo più con il confronto tra le stesse
fonti d'archivio, poiché i dati essenziali che permettono l'identificazione dei vari studenti sono
riportati tanto nei registri di immatricolazione, quanto in quelli di frequenza e in quelli di licenza o
di laurea.
Un discorso a parte va svolto poi per quanto attiene alla completezza delle fonti: se nei registri di
immatricolazione e in quelli in cui sono riportati i nomi dei singoli studenti laureati o licenziati non
si dà alcuna lacuna, per i registri attestanti la frequenza anno per anno si devono segnalare alcuni
vuoti: i Cataloghi delli signori studenti che frequentano la R.a Università di Pavia, a partire dal
1780, mancano dei dati di diversi anni. Anche in questo caso la lacuna non pregiudica comunque la
possibilità d'indagine, potendosi supplire ampiamente con i registri delle immatricolazioni.
Va notato infine che le fonti consultate possono essere ulteriormente integrate con altre conservate
presso l'Archivio di Stato di Milano e presso l'Archivio del Collegio Borromeo di Pavia: fonti,
queste, che si sono però rivelate di secondaria utilità.7
(1780-90), n. 816 (1790-96), n. 817 (1801-10), n. 818 (1810-20); registro degli studenti di Filosofia dal 1807
al 1811, n. 67; catalogo dei laureati in medicina (1772-1863), n. 611; registro dei laureati in teologia, n. 856;
registro delle lauree legali (1773-1863), n. 233; registro delle licenze e delle lauree in chirurgia (1767-1864),
n. 610; registro degli studenti della facoltà filosofico-matematica (1811-16), n. 149; elenco degli esaminati
ed approvati nell'Università (1796-1806), n. 613.
7
Presso l'Archivio di Stato di Milano, Fondo studi, parte antica, sono conservati i seguenti documenti:
tabelle "Sullo stato degli Alunni del Seminario Generale in Pavia" per gli anni 1788, 1789 e 1791 (cartelle
345 e 348); "Elenco de' Chierici della Diocesi milanese et delli alunni elvetici presentati dall'arcivescovo per
il Seminario Generale di Pavia per l'anno 1787" (cartella 348); "Cattalogo delli laureati e licenziati nella R.
Università di Pavia nell'anno scolastico 1780 e 1781" (cartella 384); "catalogo delli Signori studenti
matricolati che frequentano la Regia Università di Pavia nell'anno scolastico 1786-87" (cartella 385) e un
analogo catalogo per l'anno 1791-92 (cartella 386). Sempre nel Fondo studi, ma per la parte moderna, è
conservato un "Elenco degli studenti dell'Università di Pavia nell'anno scolastico 1803 " (cartella 269).
Nell'Archivio del Collegio Borromeo unica fonte di qualche interesse è il "Repertorio degli alunni dell'Almo
Collegio Borromeo dall'anno 1793 al [1862]", dal quale risultano essere stati allievi del Collegio i ticinesi:
Bianchetti Giovanni (immatricolato nel 1793) e Farina Giacomo (1812); per gli anni precedenti si consulti
l'elenco contenuto in AA.VV., IV centenario del Collegio Borromeo di Pavia, Pavia 1961, pp. 331-64;
l'elenco, di cui non è indicata la fonte d'archivio, segnala tra gli allievi del Collegio Borromeo i ticinesi:
Branca Salvatore (1785), Roviglio Cesare (in realtà Carlo, 1786) e Von Mentlen Giovanni (in realtà
Francesco, 1789).
Scarne, ma non prive di qualche interesse, le fonti documentarie presso l'Archivio Cantonale di Bellinzona. Il
fondo Santini, scatola 2, contiene alcuni quaderni d'appunti, da lezioni universitarie, appartenenti a Luigi
Santini, che frequentò l'Università di Pavia, facoltà di Matematica, dal 1811 al 1814. Tra gli appunti
conservati: "De actibus humanis, auctore Vassalli Ripae S.Vitalis, 1794"; "Storia naturale del regno
animale, proffessore Mangilli, 1811-12"; "Fisica particolare ed Esprimentale del professor Configliachi";
Negli anni immediatamente successivi al 1770, la presenza di studenti ticinesi all'Università di
Pavia era alquanto modesta. L'Ateneo pavese era interessato proprio in quegli anni dalla riforma
degli studi voluta da Maria Teresa d'Austria e realizzata principalmente grazie all'opera del Kaunitz
e del Firmian. Essa mirava da un lato a risollevare l'Università dallo stato di depressione in cui era
caduta nei decenni precedenti (depressione i cui più evidenti segni erano costituiti dal basso numero
di studenti e dalla facilità con cui venivano conferiti i titoli accademici), e dall'altro mettere in grado
l'Ateneo di formare una classe dirigente che fosse al tempo scientificamente preparata e
politicamente fedele alle direttive di Vienna. Sono da intendere in questa prospettiva l'orientamento
giurisdizionalista che informò la Facoltà di giurisprudenza8 e quello giansenista a cui si ispirò la
riforma della Facoltà teologica,9 ma anche il miglioramento delle strutture scientifiche e il passaggio
del controllo dell'Ateneo dal Senato milanese al governo di Vienna.10
Né le cose ebbero a mutare col successore di Maria Teresa, Giuseppe II: il quale, anzi, accentuò
ulteriormente gli aspetti giurisdizionali della politica culturale della casa d'Austria, sottraendo,
seppur per un breve periodo, il compito della formazione dei sacerdoti ai seminari vescovili e
accentrandola in quella nuova struttura, in toto controllata dallo Stato, che fu il Seminario Generale
per la Lombardia (1786-1791).11
La radicalità della riforma teresiana può ben far intendere di quale considerazione godesse
l'Università di Pavia nella prima metà del Settecento, e fino agli Settanta del secolo: non stupisce
pertanto il ritrovarvi un esiguo numero di studenti della Svizzera italiana, tanto più se si considera
che, a ribadire il commento del Ghirighelli, essi erano attratti dalla fama delle università tedesche.
Tra il 1772 e il 1785 solo 30 Ticinesi s'iscrissero a Pavia, e solo a partire dalla metà degli anni
Ottanta si può scorgere una leggera tendenza all'aumento delle iscrizioni: 51 tra il 1786 e il 1795. In
questa prima fase (una seconda, con caratteri ben diversi, si avrà a partire dal 1800 fino al 1815,
dopo la tormentosa storia degli anni 1796-99, per i quali non si sono conservati dati di alcun genere)
la presenza ticinese a Pavia è caratterizzata da due aspetti: una spiccata preferenza per gli studi di
medicina e di giurisprudenza (cfr. tab.1), e una predominanza di studenti provenienti dal Luganese
(cfr. tab.2)
Facoltà
Numero di studenti
"Compendio di architettura militare dettata dal sig. proffessore Marchesi nell'anno scolastico 1813-14". Il
fondo Von Mentlen, scatola 7, contiene il diploma di laurea in giurisprudenza e quaderni di appunti (tra cui
la Metafisica del Baldinotti) appartenuti a Francesco Von Mentlen. Il Von Mentlen, della ricca famiglia
originaria di Altdorf trasferitasi durante il secolo XVII a Bellinzona, nacque nel 1773 e morì a Monaco di
Baviera nel 1795. A Pavia fu allievo del Collegio Borromeo, si immatricolò all'Università il 6 novembre
1788 e conseguì la laurea l'11 maggio 1793.
8
Sulla riforma teresiana dell'Università per quanto attiene alla Facoltà legale, cfr. Maria Carla Zorzoli, Le
tesi legali all'Università di Pavia, Milano,1980. Nel volume sono riportate le tesi dì laurea discusse da alcuni
studenti ticinesi (Angelo Maria Stoppani, Carlo Roviglio, Giovanni Pellegrini, Antonio Marcacci, Francesco
Von Mentlen) già commentate da Giuseppe Fossati, Studenti e docenti del Ticino a Pavia nel secolo scorso,
in "L'Almanacco", Bellinzona 1988, n. 2, pp. 128-33.
9
Sulla riforma della Facoltà teologica cfr. Marco Bernuzzi, La Facoltà teologica dell'Università di Pavia nel
periodo delle riforme (1767-97), Milano 1982.
10
Cfr. Pietro Vaccari, Storia dell'Università di Pavia, Pavia 1957,2 pp. 147-76.
11
Per quanto riguarda il Seminario Generale per la Lombardia, cfr. Giovanni Vittani, Spigolature
dall'Archivio di Stato in Milano sul Seminario Generale per la Lombardia, Milano 1911. Lo studio del
Vittani reca in appendice l'elenco dei chierici che frequentarono il Seminario Generale e che provenivano,
oltre che dai seminari vescovili, anche dal Collegio Elvetico di Milano. Questo Istituto era frequentato anche
da alcuni chierici provenienti dalla Svizzera italiana: Modesto Farina, Claudio Morosini, Giuseppe Orelli e
Luigi Spinetti. Costretti a spostarsi nel Seminario Generale di Pavia, essi furono altresì tenuti a seguire le
lezioni di teologia presso l'università. Per pubblicazioni più recenti sul Seminario Generale cfr. Marco
Bernuzzi e Luisa Erba, A proposito del Seminario Generale di Pavia: organizzazione, studi e alunni, in
"Annali di storia Pavese", 2-3, 1980.
Medicina
Giurisprudenza
Teologia
Filosofia
Matematica
Totale
34
23
12
10
2
81
Tab.1- Studenti Ticinesi iscritti all'Università di Pavia negli anni 1772-1798: studi seguiti.
Area geografica Numero di studenti
Luganese
49
Locarnese
16
Mendrisiotto
12
Bellinzonese
4
Valli superiori
0
Totale
81
Tab.2 - Studenti Ticinesi iscritti all'Università di Pavia negli anni 1772-1798: area geografica di provenienza.
Ma al di là di questi dati, un elemento di ulteriore interesse è costituito dall'identità dei Ticinesi che
a Pavia si formarono culturalmente: oltre ai già citati Giuseppe Bagutti, Pietro Magistretti e
Giuseppe Pagani, tra il 1772 e il 1796 studiarono a Pavia il barone Antonio Marcacci (membro del
Gran Consiglio Elvetico nel 1798, del Gran Consiglio ticinese nel 1803, incaricato d'affari della
Confederazione a Milano dal 1804 al 1835); membri del Gran Consiglio come il sacerdote Giacomo
Pozzina e l'avvocato Giovan Battista Pellegrini; Consiglieri di Stato durante i periodi della
Mediazione e della Restaurazione come Pietro Catenazzi, Alessandro Franchini, Giovan Battista
Riva; giudici del Tribunale Cantonale come Francesco Cusa e Antonio Riva.
A questi nomi vanno poi aggiunti quelli di avvocati, medici, notai, accomunati da un identico
sentire politico: a Pavia studia, in questa fase, l'intero stato maggiore di quel partito cisalpino (o dei
'patrioti') che tanto brigò nel 1798 per l'annessione degli ex baliaggi italiani alla Repubblica
Cisalpina: da Paolo Bagutti a Francesco Bernasconi, da Ercole Giani a Girolamo e Maurizio Lepori,
a Bartolomeo Papio, Annibale Pellegrini, Giovanni Reali, Angelo Maria Stoppani; e ancora i
sacerdoti Giacomo Defilippis, Giuseppe Garovi, Filippo Molo, Modesto Farina. Pur non potendosi
affermare, almeno allo stato attuale delle ricerche, che furono le idee dominanti nell'Università di
Pavia a offrire a tali persone slanci ideali e stimoli culturali che li fecero confluire verso una
comune posizione politica rivoluzionaria, non si può tuttavia non concordare con quanto affermava
già nel 1936 Rinaldo Caddeo in un lucido studio pubblicato nell'Archivio Storico della Svizzera
Italiana: "L'opposizione rivoluzionaria era data [...] da una piccola ma pugnace minoranza di
sacerdoti e di monaci cresciuti alla scuola giansenistica [...] e soprattutto dalla borghesia
intellettuale che aveva studiato e studiava in Pavia o in altre scuole di Como e di Milano".12 Una
posizione anomala in questo contesto è quella di Giovan Battista Quadri, che la tradizione
storiografica ticinese vuole studente e laureato in giurisprudenza a Pavia. 13 Nei registri consultati il
12
Rinaldo Caddeo, Giansenisti, Giacobini e patriotti ticinesi prima della rivoluzione del 1798, in "Archivio
Storico della Svizzera Italiana ", 1936, p.181.
13
Del Quadri studente a Pavia dicono Giulio Rossi e Eligio Pometta, Storia del Canton Ticino, Locarno
1980, p. 231; Mario Agliati, Storia della Svizzera, II, Lugano, 1969, p.17; Antonio Galli, Notizie storiche sul
Canton Ticino, Lugano-Bellinzona, 1987, p.94. Più possibilista Mario Medici, Storia di Mendrisio, II,
Mendrisio, 1980, p.1021, che riprende i dubbi avanzati da altri storici e non risolve con assoluta certezza il
problema.
nome del Quadri non compare mai, né tra gli studenti laureati, né tra quelli che frequentarono o si
immatricolarono: per uno dei capi dei 'Cisalpini' il rapporto con l'Università di Pavia resta pertanto
da definire ulteriormente.
Gli anni tra il 1796 ed il 1799 furono, sia per l'Università che per l'intera città di Pavia, un periodo di
incertezza, di precarietà e di cambiamento. Chiusa l'Università dal 28 aprile al 22 ottobre 1796, e
poi dal giugno 1799 al giugno 1800; in rivolta contro l'occupazione francese la città, poi
abbandonata al saccheggio nel maggio 1796; danni alle strutture scientifiche e persecuzioni nei
confronti di diversi insegnanti a causa della loro attività politica: questo il negativo bilancio degli
avvenimenti di quegli anni. Vi erano motivi sufficienti per allontanare dall'Università di Pavia gli
studenti ticinesi: ai quali, peraltro, non doveva sembrare il momento più opportuno di abbandonare i
propri luoghi d'origine, anche tenendo conto di quanto negli stessi anni accadeva nella Svizzera
italiana. Nel 1798 gli ex baliaggi ottenevano l'indipendenza, salvo poi correre il rischio di essere
annessi alla Repubblica Cisalpina; nello stesso anno si verificavano a più riprese gli scontri tra i
'patrioti' filocisalpini e i sostenitori dell'adesione alla Repubblica Elvetica; nel 1799 si avevano il
passaggio dell'esercito austrorusso agli ordini di Suwarov e i dolorosi e sanguinosi fatti della
reazione. È da ritenere che in tale contesto, anche se i registri dell'Università fossero stati
debitamente compilati, ben poche presenze di studenti ticinesi a Pavia sarebbero state rintracciabili.
A tale infelice periodo fece tuttavia seguito, tra il 1800 e il 1815, un quindicennio in cui i rapporti
tra Ticino e Università di Pavia si intensificarono notevolmente. Le iscrizioni crebbero, quasi
raddoppiando rispetto agli anni 1772-1795: da 81 a 153. Un secondo elemento di novità fu costituito
dagli studi seguiti: pur essendo sempre alto il numero degli iscritti a medicina, all'inizio
dell'Ottocento l'Università di Pavia venne frequentata soprattutto da studenti di giurisprudenza.
L'acquisita indipendenza politica e ancor più la costituzione degli ex baliaggi in Cantone sovrano
ebbero senza dubbio l'effetto di indurre molti Ticinesi a spostare la sede dei loro studi a Pavia: in
questo senso gli anni tra il 1798 ed il 1803 costituiscono un vero e proprio spartiacque.
Va notato inoltre come in questa fase aumentò il numero degli studenti iscritti a Facoltà scientifiche
(cfr. tab. 3): oltre che a medicina, anche a matematica e a farmacia.
Facoltà
Giurisprudenza
Medicina
Matematica
Farmacia
Filosofia
Totale
Numero di studenti
64
49
22
10
8
153
Tab.3- Studenti Ticinesi iscritti all'Università di Pavia negli anni 1800-1815: studi seguiti.
Area geografica
Luganese
Mendrisiotto
Locarnese
Bellinzonese
Valli superiori
Totale
Numero di studenti
69
35
23
20
6
153
Tab.4 - Studenti Ticinesi iscritti all'Università di Pavia negli anni 1800-1815: area geografica di provenienza.
Interessanti modificazioni avvennero anche relativamente alla provenienza degli iscritti; se nella
precedente fase gli studenti luganesi costituivano quasi il 60% degli Svizzeri italiani che
frequentavano l'Ateneo pavese, ora il loro numero, pur aumentando in termini assoluti, diminuiva
percentualmente, attestandosi intorno al 45% (cfr. tab. 4). Per le altre regioni vale la pena di
sottolineare i forti incrementi di studenti del Bellinzonese e del Mendrisiotto.
Le misure adottate prima dalla Repubblica Italiana (1802) e poi dal Regno Italico (1807) per
riordinare l'Università valsero senza dubbio ad aumentarne il prestigio e ad attirarvi un maggior
numero di studenti, anche dalla Svizzera italiana, così come favorì l'iscrizione di molti Ticinesi a
Pavia il decennio di pace interna di cui la Svizzera poté godere a partire dal 1803, grazie all'opera
pacificatrice svolta da Napoleone con l'Atto di Mediazione. Dopo il 1803, per il Canton Ticino si
poneva il gravoso compito di creare nuove strutture statuali. Esso fu assolto in gran parte da una
classe dirigente che trovò nell'Università di Pavia il principale centro di formazione culturale.
Scorrendo gli elenchi di studenti iscritti negli anni 1800-1815, si trovano, tra i Ticinesi,
innumerevoli nomi di personaggi che svolsero un rilevante ruolo nella vita politica e civile del
Cantone: uomini politici liberali come gli avvocati Pietro Peri e Giacomo Luvini-Perseghini,
conservatori come gli avvocati Guglielmo Angelo Lotti e Francesco Orlandi e il medico Bernardo
Vanoni; inoltre membri del Gran Consiglio Ticinese: dagli avvocati Luigi Camozzi, Matteo Galli,
Carlo Lepori e Pietro Rossi, ai medici Pietro Ghirlanda, Bernardo Leoni, Secondo Magetti,
Gioacchino Masa, Giovan Battista Maselli, Martino Rossi.
Fig. 1. Attestato di idoneità all'esercizio della pratica medica, rilasciato dalla Direzione Medica dell'
Università di Pavia al luganese Carlo Brilli (20 dicembre 1812). Archivio privato Merlini, Agno, Svizzera.
Fig. 2. Diploma di laurea in Medicina e Chirurgia rilasciato dal prof. Configliachi, Reggente dell'Università
di Pavia, al luganese Carlo Brilli (3 maggio 1812). Archivio privato Merlini, Agno, Svizzera.
Numerosi anche i nomi di membri del Consiglio di Stato: il già citato Lotti, Manfredo Bernasconi,
Domenico Galli, Giovanni Mariotti, Corrado e Giuseppe Antonio Molo, Antonio Monti, tutti
avvocati, e l'ingegnere Giuseppe Reali. Alcuni di questi personaggi ricoprirono anche importanti
incarichi di carattere giudiziario: Giuseppe Antonio Molo, Luigi Camozzi, Matteo Galli, Giovanni
Mariotti, Antonio Monti e Francesco Orlandi furono giudici al Tribunale Cantonale, il Magetti al
Tribunale Criminale di Locarno. Altri, come Domenico Galli, Giacomo Luvini Perseghini e i già
citati Camozzi e Giuseppe Antonio Molo, rappresentarono il Canton Ticino alla Dieta Federale.
Incarichi di rilievo ebbero ancora il Luvini-Perseghini, che fu tra l'altro membro del Consiglio
Nazionale, del Consiglio degli Stati e del Consiglio Federale di guerra durante la crisi del
Sonderbund nel 1847; il Peri, che ricoprì la carica di rettore del Liceo Cantonale; Mariotti e
Giuseppe Antonio Molo, che furono sindaci di Bellinzona.
Da non dimenticare, infine, coloro che ebbero parte nei fatti della 'rivoluzione di Giubiasco' del
settembre 1814: oltre allo Stoppani, della cui presenza a Pavia già si è detto, i medici Germano
Bruni, Masa e Maselli, e gli avvocati Luigi Catenazzi, Gian Domenico De Giorgi, Pietro Rossi,
Fulgenzio Rusconi e Giovan Battista Monti. Era una generazione di ex studenti pavesi che riceveva
in tale occasione il battesimo del fuoco nella vita politica; una generazione che raggruppava il
meglio dell'intelligentsia del Cantone e che lasciava intendere, già in questa prima difesa degli
ideali liberali, il tenace fervore politico delle future lotte contro il regime della Restaurazione.
Alcuni dei nomi citati in relazione ai fatti di Giubiasco del 1814 avrebbero infatti dato anche in
seguito alta prova di sé in altri importanti episodi della vita politica cantonale, a partire dalla
Riforma del 1830 in cui nuovamente emersero figure di ex studenti pavesi: Corrado Molo, Giovan
Battista Riva, Antonio e Giovan Battista Monti tra i principali. Nel frattempo, una nuova
generazione si faceva avanti: quella del Peri, del Luvini-Perseghini, che ritroveremo poi artefice
anche della rivoluzione del 1839; a proposito della quale, per sottolineare una volta di più il
rapporto che legava il Ticino all'Università di Pavia, basti ricordare un dato: e cioè che il nuovo
Consiglio di Stato formatosi in quell'anno comprendeva, tra i suoi membri, una significativa
maggioranza di personaggi la cui formazione universitaria si era compiuta a Pavia: Giuseppe
Antonio Molo, Domenico Galli, Manfredo Bernasconi, Gioacchino Masa, Antonio Monti e
Giuseppe Reali.
Ecco dunque delinearsi all'inizio del secolo XIX un rapporto complesso e assai più intenso di quanto
non fosse stato nell'ultima parte del Settecento, a proposito del quale sarà peraltro opportuno
ricordare un'altra figura della Svizzera Italiana: quel Francesco Luini, padre gesuita, che dal 1773 al
1777 era stato professore di geometria e di fisica generale, e nel 1778 di fisica generale e astronomia
all'Università.14 Testimone, lui pure, dei rapporti culturali intercorsi tra Pavia e la Svizzera Italiana
durante il Settecento, desidereremmo porgli accanto un ultimo nome: quello del pittore Carlo
Biucchi,15 di Castro, che alla metà del secolo XVIII era stato chiamato a decorare a Pavia le sale di
Palazzo Mezzabarba. Ma per quanto riguarda il Biucchi un'altra è la storia da ricostruire: quella
dell'emigrazione stagionale che per secoli portò gli artisti ticinesi a lavorare non solo in Lombardia
o in Italia, ma in tutta l'Europa.
Avvertenza: successive ricerche hanno permesso di accertare alcuni errori di identificazione nel
presente lavoro; in particolare l'ingegnere Carlo Gianella è stato erroneamente identificato in un
omonimo studente che a Pavia frequentò i corsi di filosofia; i sacerdoti Giuseppe Bagutti e Filippo
Molo sono stati impropriamente confusi con gli studenti Giovanni Bagutti e Filippo Molo
Bellinzona.
14
Cfr. AA.VV., Memorie e documenti, cit., p.449.
Su Carlo Biucchi cfr. Gian Paolo Oldelli, Dizionario storico-ragionato degli uomini illustri del Canton
Ticino, Aggiornamento, Lugano 1811, p. 8.
15
APPENDICE: STUDENTI TICINESI ISCRITTI
ALL'UNIVERSITA' DI PAVIA NEGLI ANNI 1772-1815
L'elenco comprende i nomi di tutti gli studenti ticinesi la cui presenza all'Università di Pavia è
segnalata dalle fonti consultate. Non sono stati inclusi nell'elenco quegli studenti la cui origine
poteva per qualche motivo essere messa in dubbio: ad esempio l'indicazione «elvetico» o «svizzero»
non è stata ritenuta condizione sufficiente se il nome dello studente rimandava a un'origine che
poteva essere ticinese, ma anche valtellinese o grigionese.
La località di provenienza, quando è stato possibile verificarla, è stata specificata ulteriormente: così
a "Lugano" si è preferito "Bosco Luganese", a "Mendrisio" si è preferito "Riva S.Vitale", ecc.
Per quanto concerne gli studi seguiti, è stata indicata la facoltà a cui gli studenti risultavano iscritti
all'atto dell'immatricolazione; tra parentesi si sono indicati la facoltà o il corso di studi seguiti
quando essi non corrispondevano all'indicazione risultante all'atto dell'immatricolazione.
In assenza della data di immatricolazione, è stata segnalata quella più antica risultante dai registri di
frequenza.
I titoli conseguiti sono indicati con le sigle: « l » per licenza; « L » per la laurea; « B » per il
baccellierato; « D » il dottorato. Nel caso di più titoli conseguiti successivamente è stato indicato
solo il titolo di grado più elevato. Nel caso che uno studente non risultasse aver conseguito alcun
titolo di studio, si è ricorsi alla sigla «A » per indicare che era comunque stata approvata la sua
idoneità all'esercizio della professione una speciale commissione universitaria (il che comprova che
gli studi erano stati portati a termine).
Si tenga presente che il conseguimento di un titolo di studi poteva verificarsi anche dopo un breve
periodo dal momento dell'immatricolazione, in quanto ogni studente poteva, dopo un apposito
esame, ottenere l'iscrizione direttamente al secondo, terzo, o anche agli anni successivi di corso.
L'elenco è stato compilato raggruppando gli studenti secondo l'ordine alfabetico del cognome e
disponendo ogni gruppo alfabetico in base alla data di immatricolazione o a quella della prima
frequenza segnalata.
Cognome e nome
Airoldi Luigi
Antonini Giacomo
Andreazzi Bartolomeo
Albertolli Pietro
Airoldi Innocente
Artari Giovanni
Alvigi Luigi
Provenienza
Lugano
Locarno
Tremona
Lugano
Lugano
Lugano
Caneggio
Studi
Medicina
Medicina
Medicina
Medicina
Legge
Legge
Medicina
Prima presenza
1780-81
25.11.1793
25.11.1801
20.11.1804
21.11.1806
15.11.1808
22.11.1809
Bianchetti Carlo
Bettetini Carlo
Beretta Agostino
Bonetti Giov. Battista
Bernardini Melchiorre
Bencolini Francesco
Branca Salvatore
Bagutti Paolo
Bagutti Giuseppe
Bernasconi Francesco
Bernasconi Angelo
Bernasconi Manfredo
Bruni Germano
Buffi Giuseppe
Bruni Isidoro
Bonerio Filippo
Beroldingen Sigismondo
Bianchi Pietro
Bustelli Giov. Battista
Biondi Domenico
Brilli Francesco
Locarno
Ascona
Lugano
Valle Maggia
Locarno
Bissone
Brissago
Riva S. Vitale
Lugano
Cabbio
Ascona
Riva S. Vitale
Bellinzona
Lugano
Bellinzona
Locarno
Mendrisio
Lugano
Locarno
Ligornetto
Cureglia
Medicina
Teologia
Teologia
Chirurgia
Chirurgia
Filosofia
Medicina
Filosofia (Medicina)
Chirurgia
Medicina
Legge
Legge
Medicina
Filosofia
Chirurgia
Chirurgia
Medicina
Matematica
Legge
Chirurgia (Medicina)
Legge
14.12.1778
1780-81
20.11.1782
1786-87
1786-87
17.11.1787
1787-88
20.11.1788
7.11.1794
2.11.1794
19.11.1795
6 frimale anno X
16 frimale anno X
20 frimale anno X
? frimale anno X
1803-04
16.11.1804
19.11.1804
22.11.1806
10.1.1807
27. 11. 1807
Titolo conseguito
L 30. 6.1781
L 9. 5.1797
L 11. 6.1807
L 9. 6.1808
L 18. 6.1811
L 5. 6.1813
L 17. 5.1790
L 27. 5.1795
l 7. 5.1795
L 17. 6.1804
L 5. 6.1805
L 24.11.1805
L 5. 6.1808
L 15. 6.1806
L 21. 6.1809
L 10. 6.1811
L 10. 6.1810
Brilli Carlo
Baccalà Carlo
Barbieri Giuseppe
Bernardazzi Giuseppe
Battaglia Domenico
Bernasconi Giosia
Bossi Giuseppe
Bernasconi Domenico
Bonvicini Giov. Battista
Boldi Leopoldo
Buzzi Pietro
Lugano
Brissago
Mendrisio
Lugano
Lugano
Riva S. Vitale
Balerna
Mendrisio
Lugano
Lugano
Mendrisio
Chirurgia (Medicina)
Medicina
Matematica
Filosofia
Legge
Chirurgia
Legge
Chirurgia
Legge
Legge
Medicina
15.11.1808
18.11.1809
1810-11
20. 5.1811
9.11.1811
21.11.1811
1811-12
12.11.1812
12.11.1812
12.11.1814
9.11.1815
L 5. 6.1813
Cusa Francesco
Canonica Antonio
Conti Innocenzo
Cattenazzi Pietro
Costa Franco
Cattenazzi Luigi
Cusa Agostino
Chicherio Marco
Camozzi Luigi
Chicherio Pietro
Chicheri Marco
Colombara Francesco
Caglioni Carlo
Carabelli Francesco
Chicherio Antonio
Lugano/Bellinzona
Lugano
Mendrisio
Mendrisio
Lugano
Mendrisio
Bellinzona
Bellinzona
Airolo
Bellinzona
Bellinzona
Ligornetto
Ascona
Castel S. Pietro
Bellinzona
Medicina
Chirurgia
Chirurgia
Filosofia (Medicina)
Farmacia
Legge
Legge
Legge
Legge
Matematica
Medicina
Matematica
Legge
Filosofia
Medicina
11. 4.1780
16.11.1786
1786-87
L 6.5.1784
L 11.6.1791
De Filippis Giacomo
De Carli Giov. Paolo
Donati Carlo
De Giorgi Domenico
Lugano
Lugano
Lugano
Aquila
Filosofia
Legge
Matematica
Legge
25.12.1775
20. 9.1795
15.11.1808
10.12.1808
Farina Domenico
Ferroni Michele
Franchini Alessandro
Franchini Prospero
Farina Modesto
Fontana Antonio
Ferrari Antonio
Fumagallì Giacomo
Franzoni Francesco
Fraschina Ferdinando
Farina Giacomo
Fontana Marco
Guicciardi Diego
Garovi Giuseppe
Galli Giovanni
Giani Antonio
Giani Ercole
Gianni Ambrogio
Gavirati Giov. Battista
Gabuzio Pietro
Ganna Giuseppe
Gorrini Sebastiano
Galli Matteo
Gamba Francesco
Giorgioli Carlo
Gamba Donato
Ghiringhelli Giuseppe
Groppetti Giovanni
Gorrini Antonio
Groppetti Carlo
Galli Domenico
Guglielmi Bartolomeo
Ghiringhelli Francesco
Lugano
Lugano
Mendrisio
Mendrisio
Lugano
Mendrisio
Lugano
Lugano
Locarno
Bosco Luganese
Lugano
Lugano
Valtellina/Lugano
Bissone
Sessa
Ponte Tresa
Ponte Tresa
Lugano
Ascona
Bellinzona
Aquila
Lugano
Locarno
Arzo
Meride
Arzo
Bellinzona
Stabio
Lugano
Lugano
Locarno
Lugano
Bellinzona
Medicina
Medicina
Filosofia
Matematica
Teologia
Legge
Legge
Matematica
Legge
Medicina
Legge
Chirurgia
Legge
Legge
Filosofia
Medicina
Filosofia (Medicina)
Medicina
Legge
Medicina
Chirurgia
Legge
Legge
Medicina
Farmacia
Filosofia (Medicina)
Legge
Medicina
Medicina
Filosofia
Legge
Filosofia
Filosofia
1781-82
17.11.1787
6.11.1788
1792-93
1792-93
1795-96
30 brumaio anno IX
15.11.1801
23.12.1808
9.11.1811
1812-13
tra il 1796 e il 1806
3. 1.1776
19.11.1790
1. 1791
18.11.1791
18.11.1791
1792-93
30.11.1795
4 frimale anno IX
1 frimale 1801
16 nevoso 1801
17.11.1802
D 22.12.1811
L
L
L
L
8.6.1814
l.7.1816
13.6.1814
4. 5.1817
L 5.6.1793
8 piovoso anno IX
20.11.1801
23.11.1801
7.12.1801
12.11.1804
16.11.1804
16.11.1804
23.11.1808
1810-11
20. 3.1811
29. 1.1814
1803
30.11.1804
30.11.1804
25.11.1805
15.11.1806
5.12.1808
3.12.1809
15(?). 12.1809
15. 2.1811
L 17.6.1804
L 12.6.1805
L 18.6.1807
L 17.6.1808
L 8.6.1809
L 16. 6.1813
l 18. 6.1817
L 6. 6.1811
L 19. 6.1810
L 9. 6.1784
L 30. 4.1796
L 2 germinale anno IX
L 21. 6.1812
L 24. 6.1815
A
L 29. 5.1795
A
L 18. 6.1804
L 12. 6.1805
L 20. 6.1805
L 6. 6.1805
L 12. 6.1805
A
L 13. 6.1810
L 18. 6.1807
L 18.5.1809
2 L 2..1809
L 2. 5.1811
Giorgiolo Francesco
Ghirlanda Pietro
Giannelli Pietro
Guidini Carlo
Giorgioli Giuseppe Antonio
Galleazzi Francesco
Giannella Carlo
Galli Giovanni
Meride
Lugano
Faido
Lugano
Mendrisio
Lugano
Leontica
Lugano
Filosofia
Medicina
Legge
Legge
Farmacia
Filosofia (Matematica)
Filosofia (Legge)
Medicina
20. 3.1811
12.11.1812
12.11.1812
12.11.1812
30.11.1812
29.11.1814
22.11.1815
Ielmoni Luigi
Brissago
Matematica
3.12.1803
Lepori Gerolamo
Lepori Maurizio
Lepori Fedele
Lepori Carlo
Lombardi Giuseppe
Leoni Michele
Lotti Guglielmo Angelo
Lampugnani Giuseppe
Lotti Pietro
Luini Antonio
Lampugnani Carlo
Lavizzari Giuseppe
Leoni Bernardino
Lepori Nicola
Lurati Crispino
Livio Pietro
Luvini Giacomo
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Airolo
Castelrotto
Bignasco
Sorengo
Bignasco
Lugano
Sorengo
Mendrisio
Lugano
Locarno
Lugano
Coldrerio
Lugano
Medicina
Filosofia (Chirurgia)
Filosofia
Legge
Filosofia (Medicina)
Medicina
Legge
Legge
Filosofia (Chirurgia)
Legge
Matematica
Farmacia
Medicina
Medicina
Legge
Filosofia (Matematica)
Legge
22.11.1776
11.11.1777
1790-91
4 ventoso anno IX
10.12.1801
15.12.1803
13.11.1804
21.11.1804
30.11.1804
25.11.1806
5.12.1807
1807-08
27.11.1810
4. 2.1811
10.11.1811
12.11.1812
14.11.1813
Marchi Carlo
Magoria Agostino
Magistretti Pietro Antonio
Morosini Luigi
Morosini Claudio
Marcacci Antonio
Molo Filippo
Masella Giov. Battista
Monti Giov. Battista
Massa Gioacchino
Maderni Santino
Magistretti Angelo
Mariotti Giovanni
Molo Giuseppe
Magetti Secondo
Masella Francesco
Molo Corrado
Monti Antonio
Morosini Giuseppe
Malfanti Antonio
Lugano
Bellinzona
Lugano
Lugano
Lugano
Locarno
Bellinzona
Lugano
Balerna
Locarno
Mendrisio
Torricella
Bellinzona
Bellinzona
Locarno
Lugano
Bellinzona
Balerna
Lugano
Lugano
Chirurgia
Filosofia
Chirurgia
Legge
Teologia
Legge
Teologia
Medicina
Legge
Filosofia (Medicina)
Medicina
Medicina
Legge
Legge
Chirurgia
Filosofia
Legge
Legge
Matematica
Medicina
Nicoli Antonio
Nicoli Francesco
Lugano
Lugano
Medicina
Farmacia
17.11.1806
17. 2.1811
Orelli Giuseppe
Orelli Giovanni Giuseppe
Oldelli Giov. Antonio
Orelli Gaspare
Orelli Paolo
Orlandi Francesco
Locarno
Locarno
Lugano
Locarno
Locarno
Neggio
Teologia
Filosofia (Medicina)
Legge
Legge
Legge
Legge
4.11.1788
26.11.1792
7.11.1795
30.11.1805
11.12.1807
30.11.1808
Pozzina Giacomo
Pedrazzini Michele
Pellegrini Annibale
Pancaldi Filippo
Piccoli Claudio
Pagani Giuseppe
Lugano
Legge
Legge
Legge
Legge
Teologia
Teologia
24.12.1772
6.12.1776
Lugano
Ascona
Lugano
Lugano
L 23. 6.1816
D 21.12.1817
A 10. 2.1805
L 10.6.1779
l 16. 5.1781
L 8. 7.1807
L
L
L
L
L
4. 1.1807
20. 6.1807
18. 6.1810
11. 6.1809
29. 3.1810
L
L
L
D
L
9.5.1815
15. 6.1814
19.6.1814
29.12.1814
1. 7.1816
l 5. 4.1773
2.12.1781
5.11.1786
12.11.1790
15.12.1790
4 frimale anno IX
9 frimale 1801
7.12.1801
30.11. 1801
1805-6
19.11.1808
21.11.1808
24.11.1808
26. 3.1811
12.11.1813
12.11.1813
12.11.1813
20.11.1814
28.11.1777
15. 2.1778
6. 1.1783
L 16. 6.1789
L 26.3.1793
L 26. 8.1797
L 12. 6.1805
L 8. 5.1801
L 8. 6.1807
L 14. 6.1807
L 10.6.1808
L 6.6.1811
L 8.6.1811
L 25.6.1816
L 24.6.1816
B 11.6.1814
L 13.6.1809
L 30.4.1796
L 19.6.1808
L 14.7.1774
Pellegrini Giov. Battista
Pellegrini Nicolao
Ponti Gennaro
Prata Agostino
Pecchi Giovanni
Pellegrini Giuseppe
Pancaldi Giov. Matteo
Papio Bartolomeo
Pedroni Francesco
Pozzi Vincenzo
Ponti Giuseppe
Pozzi Francesco
Peri Pietro
Poncini Cesare
Parini Giuseppe
Lugano
Lugano
Mendrisio
Torricella
Bissone
Ponte Tresa
Ascona
Lugano
Lugano
Morbio
Mendrisio
Mendrisio
Lugano
Locarno
Magliasina
Filosofia (Legge)
Filosofia (Medicina)
Chirurgia
Filosofia
Filosofia (Matematica)
Chirurgia
Legge
Legge
Farmacia
Medicina
Farmacia
Filosofia
Legge
Farmacia
Legge
13.11.1784
13.11.1784
6.11.1786
30.11.1786
23.11.1791
20.11.1792
30.11.1792
10.11.1794
tra il 1796 e il 1806
13.11.1801
21.11.1806
l. 3.1812
12.11.1813
9.11.1815
15.11.1815
Quadri Antonio
Quadri Agostino
Quadri Antonio
Quadri Ambrogio
Quadri Gaetano
Lugano/Magliaso
Mendrisio
Mendrisio
Magliaso
Lugano
Legge
Medicina
Legge
Legge
Legge
16 frimale anno X
14.11.1801
Ruggia Filippo
Ré Carlo
Rinaldi Giov. Battista
Riva Antonio
Rusca Francesco
Rezzonico Francesco
Rusca Francesco
Rusca Antonio
Roviglio Carlo
Riva Giov. Battista
Rusca Giov. Carlo
Reali Giovanni
Riva Stefano
Rossi Pietro
Rusca Giovanni
Rusconi Fulgenzio
Riva Giorgio
Romerio Filippo
Rusconi Carlo
Rossi Martino
Rusca Alessandro
Riva Pietro
Rusca Felice
Rusca Giov. Battista
Rusca Luigi
Riva Carlo
Rusca Domenico
Reali Giuseppe
Righetti Giuseppe
Rusca Bartolomeo
Rossi Giuseppe
Riva Stefano
Rusconi Basilio
Re Giuseppe
Rossi Francesco Antonio
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Lugano
Valle Maggia
Cadro
Lugano
Sessa
Locarno
Giubiasco
Lugano
Locarno
Bellinzona
Sessa
Mendrisio
Lugano
Locarno
Mendrisio
Bioggio
Agno
Lugano
Lugano
Locarno
Locarno
Lugano
Lugano
Tremona
Sonvico
Arzo
Legge
Medicina
Teologia
Teologia
Medicina
Chirurgia
Medicina
Teologia
Legge
Legge
Filosofia (Chirurgia)
Filosofia
Legge
Legge
Legge
Legge
Legge
Chirurgia
Legge
Chirurgia
Legge
Legge
Legge
Matematica
Legge
Medicina
Legge
Matematica
Medicina
Legge
Legge
Legge
Chirurgia
Matematica
Chirurgia (Medicina)
24.12.1772
24.12.1772
24.12.1772
1774
1774
1.12.1780
Spinetti Luigi
Saini Antonio
Stoppani Angelo Maria
Stoppani Giov. Battista
Sartori Luigi
Soldati Alberto
Sala Giuseppe
Sala Innocente
Mendrisio
Lugano
Ponte Tresa
Lugano
Bellinzona
Neggio
Lugano
Lugano
Teologia
Legge
Legge
Legge
Farmacia
Medicina
Medicina
Matematica
4.11.1786
24.11.1786
18.11.1789
1806-7
6.11.1815
4.11.1786
1787-88
10.11.1790
24.11.1792
13.11.1793
1794-95
30 brumaio anno IX
14 nevoso anno IX
19 frimale anno I
10.12.1801
30.11.1803
4. 1.1804
17.11.1804
20.11.1804
26.11.1804
19.12.1805
25.11.1806
19.11.1807
23.11.1807
25.11.1807
15.11.1808
21.11.1808
2.12.1809
10.11.1811
11.11.1811
12.11.1813
12.11.1813
12.11.1815
16.11 » 1804
17.11.1806
17.11.1806
15.11.1808
L 19.5.1788
L 20.5.1789
1 19.5.1788
1 7.5.1795
A
L 11.6.1805
L 27.6.1816
L 11.6.1806
L 16.6.1803
L 15.6.1808
L 5.6.1777
L 25.6.1781
l 26.6.1778
L 29.5.1790
1 23. 4.1795
L 24 pratile anno IX
L 8.5.1802
L 29.3.1805
L
L
1
L
9.3.1806
8.5.1805
9,6.1806
20.5.1805
L 15.6.1810
L 19.6.1810
L 20.1.1814
L 22.6.1810
L 14.6.1812
L 27.6.1812
L 18.6.1812
L 19.6.1814
L 19.6.1814
1 28.6.1817
D 3.7.1815
L 12.8.1820
L 2.6.1790
L 15.6.1804
L 14.6.1811
L 14.6.1811
L 10.6.1811
Soave Battista
Santini Luigi
Sacchi Antonio
Soldati Marco
Caneggio
Lugano
Bellinzona
Neggio
Filosofia (Matematica)
Matematica
Legge
Legge
19. 2.1811
9.11.1811
10.11.1815
15.11.1815
Torriani Gaspare
Torriani Pietro
Torriani Carlo(?)
Tatti Andrea
Tamanti Giulio
Taglioretti Antonio
Teruggi Giuseppe
Mendrisio
Mendrisio
Mendrisio
Bellinzona
Mendrisio
Lugano
Locarno
Medicina
Medicina
Medicina
Legge
Matematica
Medicina
Matematica
4.12.1781
1781-82
1782-83
15.11.1801
21.11.1806
28.11.1807
11.11.1811
Von Mentlen Francesco
Venzi Giuseppe
Veratti Giuseppe Francesco
Vassalli Giacomo
Vanoni Bernardo
Von MentIen Rocco
Vegezzi Antonio
Vegezzi Luigi
Bellinzona
Bellinzona
Lugano
Caprino
Castagnola
Bellinzona
Lugano
Vernate
Filosofia (Legge)
Farmacia
Matematica
Farmacia
Medicina
Matematica
Legge
Legge
6.11.1788
16.11.1804
30.11.1804
23.11.1805
17.11.1807
21.11.1808
12.11.1812
15.11.1815
L 11.5.1793
A 3.5.1806
Zezzi Giuseppe
Locarno
Chirurgia
18.11.1804
1 8.6.1807
D 3.7.1815
L 20.1.1785
L 17.6.1804
L 17.2.1811
1 14.4.1812
L 14.6.1811
L 6.6.1811
L 4.6.1815
(1991)
Descargar