Subido por Rafael Pascual

conoscenza empirica

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14/11/2019
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
II. I ‘gradi del sapere’ nella conoscenza
del mondo fisico
Schema generale
Introduzione
A) Conoscenza spontanea e primaria (conoscenza
empirica)
1. La conoscenza sensitiva
2. La conoscenza intellettiva
B) Conoscenza scientifica
1. Dalla conoscenza empirica alla scienza
2. Tipi di distinzione e divisione delle scienze teoriche
3. Natura e metodo della fisica (scienze della natura)
4. Natura e metodo della matematica
5. La scienza fisica-matematica (teorie fisiche moderne)
C) Conoscenza filosofica
1. Filosofia della scienza
2. Filosofia della natura
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Nozione di conoscenza naturale: quella dell’uomo nell’esercizio spontaneo delle sue facoltà conoscitive in contatto
diretto con la realtà circondante
Elementi che intervengono:
1. Ordine sensitivo:
a) sensazione esterna
b) percezione (sensazione interna globale)
2. Ordine intellettivo: l’intellezione
Spiegazione; l'uomo come unità psico-fisica
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
a) La sensazione esterna (i “cinque sensi”)
i. Nozione: attività apprensiva degli esseri senzienti tramite
gli organi specifici dei sensi esterni
ii. Elementi che intervengono:
- organi: i cinque sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto)
- facoltà: visiva, uditiva, olfattiva, gustativa, tattile
- operazione: visione, audizione, ...
- azione: vedere, udire, odorare, gustare, sentire
- oggetto dei sensi: le qualità sensibili (colori, suoni,
odori, caldo/freddo, duro/molle,...)
- soggetto della sensazione: proprietà attive della realtà
materiale (onde elettromagnetiche; onde sonore, molecole, temperatura, durezza, ecc.)
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I “cinque sensi”:
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
• I raggi luminosi passano attraverso il cristallino e vengono messi a
La meraviglia dell’occhio umano:
fuoco sulla retina
• La pupilla controlla la quantità di luce che entra nell’occhio, variando
il proprio diametro (7-8 mm  2-3 mm)
Cfr. http://www.slideshare.net/robertodadda/161-i-maccanismi-dellapercezione-visiva
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
La retina
La retina
fibre nervo ottico
Gli impulsi nervosi vengono convogliati dalle fibre del nervo ottico verso la
corteccia visiva, che si trova nella parte posteriore del cervello
Cfr. http://www.slideshare.net/robertodadda/161-i-maccanismi-dellapercezione-visiva
tessuto nervoso recettori
- coni
- bastoncelli
impulsi nervosi
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
La retina
I recettori
Coni
• sensibili ai colori
• sono più numerosi al centro (fovea)
• 6 milioni per occhio
Bastoncelli
• sensibili all’intensità della luce
• non discriminano i colori
• visione notturna e percezione del movimento
• sono più numerosi in periferia
• 120 milioni per occhio
Vengono attivati dei processi fotochimici che generano impulsi elettrici nelle
fibre nervose
Cfr. http://www.slideshare.net/robertodadda/161-i-maccanismi-dellapercezione-visiva
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(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
Disposizione dei coni e bastoncelli sulla retina
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Messa a fuoco
Al centro (fovea): visione più acuta; in periferia: visione del movimento
I muscoli ciliari fanno aumentare o diminuire lo spessore del cristallino per la
messa a fuoco (lente a lunghezza focale variabile)
Cfr. http://www.slideshare.net/robertodadda/161-i-maccanismi-dellapercezione-visiva
Cfr. http://www.slideshare.net/robertodadda/161-i-maccanismi-dellapercezione-visiva
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A) Conoscenza naturale e spontanea
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
Le aree del cervello per le diverse sensazioni:
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Le onde elettromagnetiche corrispondenti ai colori:
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
Le onde elettromagnetiche corrispondenti ai colori:
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Le onde elettromagnetiche corrispondenti ai colori:
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
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Le onde elettromagnetiche corrispondenti ai colori:
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Le onde elettromagnetiche corrispondenti ai colori:
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
La complessità delle sensazioni tattili:
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iii. Natura: stimolo fisico - reazione psichica
- che cosa si coglie: la cosa, attraverso le sue qualità
- nella sensazione si da un inizio di astrazione
- natura intenzionale dell’immagine sensibile della cosa
- carattere immediato - intuitivo
- proporzione tra il soggetto senziente e l’oggetto sensibile
- carattere passivo (immutazione del senso dallo stimolo)
“sentire est pati quoddam” (In II De anima lc 23).
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A) Conoscenza naturale e spontanea
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
iv. Tipi di oggetti sensibili
- sensibile per se (oggetto diretto dei sensi):
+ proprio (qualità secondarie): colore, suono, sapore,
odore, ...
+ comune (qualità primarie): figura, grandezza, numero,
movimento, riposo
- sensibile per accidens (oggetto indiretto): la sostanza
individuale e le intentiones non sensatae
In sintesi: la immutatio sensus
(Schema di P. José Antonio Izquierdo LC)
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
v. oggettività e validità della sensazione esterna
- importanza
- opinioni:
+ soggettivismo (meccanicismo rigido): sono oggettive
soltanto le qualità primarie
+ realismo ingenuo (percezionismo): tutte le sensazioni
sono pienamente oggettive
+ realismo critico (interpretazionismo): nella sensazione
c’è una parziale oggettività (riguardo a quello che si percepisce), e una parziale soggettività (riguardo al come
si percepisce)
“Quidquid recipitur, ad modum recipientis recipitur”
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Qualche testo illustrativo:
«Pensiamo di percepire un mondo esterno, reale, incluso il
nostro corpo, come è realmente, con la sua figura, i suoi rapporti
spaziali, i suoi colori, i suoi suoni, la sua struttura materiale. Crediamo che esso esiste indipendentemente dal nostro esame. Ma
dobbiamo riconoscere che noi creiamo le qualità delle nostre esperienze percettive. Per esempio, non c’è luce o colore nel mondo esterno, ma semplicemente i fenomeni fisici delle radiazioni
elettromagnetiche. Non ci sono suoni né odori, ma soltanto onde
di pressione e sostanze chimiche. La situazione diventa ancora
più sorprendente quando arriviamo al dolore; non c’è assolutamente nulla che accada nel mondo materiale [...].
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
«Priores naturales non bene dicebant in hoc, quia opinabantur nihil
esse album, aut nigrum, nisi quando videtur; neque saporem esse, nisi
quando gustatur; et similiter de aliis sensibilibus et sensibus. Et quia
non credebant esse alia entia, nisi sensibilia, neque aliam virtutem cognoscitivam, nisi sensum, credebant quod totum esse et veritas rerum
esset in apparere. Et ex hoc deducebantur ad credendum contradictoria simul esse vera, propter hoc quod diversi contradictoria opinantur.
Possiamo pertanto concludere che nella percezione sensoriale ci
sono coinvolti immensi problemi non risolti del rapporto cervello-mente.
Non sapiamo come le risposte del cervello ai messaggi sensoriali, studiati fino adesso con grande successo, diano origine alle nostre esperienze percettive».
John Eccles, La percezione sensoriale, in «Il Tempo», 19 gennaio
1980, p.15
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«I primi filosofi della natura, in proposito, non dicevano bene, perché credevano che niente è bianco o nero, se non quando lo si vede, né che c'è
sapore se non quando lo si gusta, e in modo simile per gli altri sensi e i loro
oggetti. E poiché non credevano che ci fossero altri esseri se non quelli
sensibili, né altro potere conoscitivo se non i sensi, credevano che tutto
l'essere e la verità delle cose stesse in ciò che di esse appare e da questo
erano condotti a credere che i contradditori presi insieme fossero veri, perché persone diverse formulano opinioni contraddittorie.
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A) Conoscenza naturale e spontanea
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
«Dicebant autem quodammodo recte, et quodammodo non. Cum enim
dupliciter dicatur sensus et sensibile; scilicet secundum potentiam et
secundum actum; de sensu et sensibili secundum actum accidit quod
ipsi dicebant, quod non est sensibile sine sensu. Non autem hoc verum
est de sensu et sensibili secundum potentiam. Sed ipsi loquebantur
simpliciter, id est sine distinctione, de his quae dicuntur multipliciter».
«Il colore della luce è la qualità della sensazione visiva prodotta dalla
radiazione emessa da una sorgente oppure diffusa da un corpo illuminato, che dipende dalla composizione spettrale della radiazione stessa».
Enciclopedia delle scienze fisiche, vol. I, voce ‘colorimetria ottica’
«Termine indicante, in fisica, sia la sensazione fisiologica che si prova
sotto l’effetto di luci di diversa qualità e composizione (c. soggettivo),
sia la luce stessa, monocromatica o policromatica (rispettivamente c.
oggettivo semplice e c. oggettivo composto)».
«Ma dicevano bene per un certo aspetto, per un altro, no: infatti, siccome il senso e il suo oggetto si dicono in due modi, cioè in potenza e in
atto, accade di un senso e del suo oggetto in atto ciò che essi dicevano, che non c'è oggetto di un senso senza il senso stesso, anche se
questo non è vero di un senso e del suo oggetto in potenza; ma essi
parlavano in un unico modo, cioè senza distinguere, di ciò che si dice in
molti modi».
Vocabolario della lingua italiana, vol. I, voce ‘colore’
Tommaso d’Aquino, In III De anima, lc.2
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A) Conoscenza naturale e spontanea
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1. Conoscenza sensitiva. Sensazione esterna
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
Conclusione:
b) La percezione o sensazione interna globale
Come dice F. Selvaggi, «la parziale soggettività della sensazione non
ne elimina la vera oggettività, ma solo la ‘traduce’ o ‘interpreta’ soggettivamente» (FM, p. 84).
i. Nozione: è la azione dei sensi interni, nei quali si prolunga l’azione
dell’oggetto sensibile sui sensi esterni.
«Cum enim maxima sit distantia inter intelligibile et esse materiale et sensibile,
non statim forma rei materialis ab intellectu accipitur, sed per multa media ad
eum deducitur. Puta, forma alicuius sensibilis prius fit in medio, ubi est spiritualior quam in re sensibili, et postmodum in organo sensus; et exinde derivatur ad
phantasiam, et ad alias interiores vires; et ulterius tandem perducitur ad intellectum».
Già gli scolastici dicevano: «quidquid recipitur, ad modum recipientis
recipitur».
Infatti, non ci può essere propriamente una qualità sensibile senza
un senso che, al meno in potenza, la percepisca. C’è una correlatività
fra ambi aspetti. In ogni sensazione c’è necessariamente un soggetto
senziente e un oggetto sentito, e c’è in conseguenza un aspetto oggettivo e un aspetto soggettivo. Non si possono separare senza distruggere la sensazione stessa. In questo consiste il cosiddetto ‘realismo critico’ riguardo ai sensi esterni.
«Poiché infatti la distanza tra l'essere intelligibile e quello materiale e sensibile
è massima, la forma della cosa materiale non viene subito recepita dall'intelletto, ma viene condotta ad esso attraverso molte tappe intermedie. Per esempio,
la forma di una cosa sensibile prima si viene a trovare in un medium [fisico] dove esiste in modo più spirituale che nella cosa sensibile; poi nell'organo del
senso [esterno]; da lì passa nella fantasia e nelle altre facoltà [sensoriali] interne; e alla fine è condotta all'intelletto» (Q.D. De anima, a.20).
“Sensus in actu est sensum/sensibile in actu”
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
ii. Elementi:
«Per la piena realizzazione della conoscenza sensibile, che all'animale
è sufficiente, si richiedono cinque cose.
- organi (aree del cervello)
- facoltà: senso comune, immaginazione o fantasia, estimativa /
cogitativa, memoria/reminiscenza
In primo luogo, che la facoltà sensibile riceva la specie dalla cosa sensibile: e questo riguarda il senso proprio.
- funzione: ricevere e conservare le immagini sensibili e le ‘intentiones non sensatae’:
In secondo luogo, che valuti le cose percepite e le distingua l'una
dall'altra, il che deve avvenire mediante una facoltà a cui pervengano
tutte le conoscenze sensibili, che viene detta senso comune.
«Sic ergo ad receptionem formarum sensibilium ordinatur sensus proprius et communis [...]. Ad harum autem formarum retentionem aut
conservationem ordinatur phantasia, sive imaginatio, quae idem sunt,
est enim phantasia sive imaginatio quasi thesaurus quidam formarum
per sensum acceptarum.
La terza [condizione] è che le specie recepite delle cose sensibili siano
conservate: infatti l'animale ha bisogno di conoscere le cose sensibili
non solo mentre sono presenti, ma anche quando non lo sono più; e
questo si deve ricondurre a un'altra facoltà - dato che negli esseri corporei non è lo stesso il principio con cui si riceve e quello con cui si
conserva (e chi è ben capace di ricevere, talvolta è poco capace di conservare) - e questa facoltà si chiama immaginazione o fantasia.
Ad apprehendendum autem intentiones quae per sensum non accipiuntur, ordinatur vis aestimativa. Ad conservandum autem eas, vis memorativa, quae est thesaurus quidam huiusmodi intentionum» (I, q.78 a.4)
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
In quarto luogo sono richieste alcune nozioni [intentiones] che i sensi
non sono in grado di cogliere, come «nocivo» e «utile», e simili, a cui
l'uomo perviene cercando e collegando, mentre gli altri animali con un
istinto naturale: per esempio la pecora naturalmente fugge il lupo come
un pericolo; perciò in questi tale funzione è assolta dall'estimativa naturale, nell'uomo invece dalla cogitativa, che raccoglie le percezioni
particolari', per cui la si chiama anche ragione particolare e intelletto
passivo.
iii. Funzioni e caratteristiche:
- organizzazione delle sensazioni dei sensi esterni
- oggettivazione, relazione, inizio di astrazione
- produzione della species sensibilis o phantasma; natura e carattere
intenzionale; mediazione tra la cosa e l’intelletto
- maggiore attività; creatività
- progressività, perfezionamento (vg. senso dell’orientamento, la
prospettiva e la distanza)
In quinto luogo si richiede che le cose che sono state prima conosciute
mediante i sensi e sono conservate interiormente, possano essere richiamate ad una considerazione attuale, e questo riguarda la memoria, che negli altri animali opera senza ricerca, negli uomini invece con
la ricerca e l'esercizio; per cui in essi non è solo memoria, ma reminiscenza».
- aspetto valutativo (estimazione)
Q.D. De anima, a. 13
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
iv. Oggettività e valore
Il giudizio dei sensi
«Simplex apprehensio et iudicium sensus assimilatur speculationi intellectus.
Sed quando sensus sentit aliquid delectabile aut triste, quasi affirmans et negans id quod sensu percipitur, esse delectabile aut triste, tunc prosequitur per
appetitum, idest desiderat aut fugit. Et dicit signanter, aut affirmans aut negans,
quia facere affirmationem et negationem est proprium intellectus, ut supra dictum est. Sed sensus facit aliquid simile huic, quando apprehendit aliquid ut delectabile et triste».
- importanza per risolvere il ‘problema critico’
- carattere oggettivo
- percezione del particolare come tale (l’esistente concreto, la
sostanza individuale)
- possibilità di un inizio di considerazione dell'oggetto (iudicium sensus), di comparazione, di rapporto tra gli oggetti
«Il semplice afferrare e il giudizio dei sensi sono simili alla modalità speculativa
dell'intelletto; ma quando un senso percepisce che qualcosa è fonte di piacere
o di tristezza come affermando o negando ciò che ha percepito essere fonte di
piacere o di tristezza, allora quel senso lo persegue con l'appetito, cioè lo desidera, o ne rifugge (e afferma significativamente: «come affermando o negando», perché formulare affermazioni e negazioni è proprio dell'intelletto, come
sopra si è detto, ma il senso fa qualcosa di simile ad esso, quando afferra qualcosa come fonte di piacere o di tristezza)». (In III De anima, lc.12).
- percezione per accidens dell'universale
- mediazione intenzionale del phantasma tra la sensazione esterna e
l'intellezione
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
Creatività dei sensi interni (fantasia)
Differenza tra la cogitativa (uomo) e l’estimativa (animale):
«Actio enim rei sensibilis non sistit in sensu, sed ulterius pertingit usque ad
phantasiam, sive imaginationem. Tamen imaginatio est patiens quod cooperatur agenti: ipsa enim imaginatio format sibi aliquarum rerum similitudines, quas
nunquam sensu percepit, ex his tamen quae sensu recipiuntur, componendo ea
et dividendo; sicut imaginamur montes aureos, quos nunquam vidimus, ex hoc
quod vidimus aurum et montes».
«Cogitativa apprehendit individuum, ut existens sub natura communi;
quod contingit ei, inquantum unitur intellectivae in eodem subiecto;
unde cognoscit hunc hominem prout est hic homo, et hoc lignum prout
est hoc lignum. Aestimativa autem non apprehendit aliquod individuum, secundum quod est sub natura communi, sed solum secundum
quod est terminus aut principium alicuius actionis vel passionis; sicut
ovis cognoscit hunc agnum, non inquantum est hic agnus, sed inquantum est ab ea lactabilis; et hanc herbam, inquantum est eius cibus. Unde alia individua ad quae se non extendit eius actio vel passio, nullo
modo apprehendit sua aestimativa naturali. Naturalis enim aestimativa
datur animalibus, ut per eam ordinentur in actiones proprias, vel passiones, prosequendas, vel fugiendas» (In II De anima, lc.13).
«L'azione della realtà sensibile non si ferma nel senso, ma da li giunge
fino alla fantasia o immaginazione; tuttavia l'immaginazione è un paziente che coopera con l'agente: infatti la stessa immaginazione forma
per se stessa le immagini rappresentative di certe cose che non ha mai
percepito con i sensi, in base però alle cose che vengono percepite con
i sensi, componendole e dividendole, come immaginiamo delle montagne d'oro che non abbiamo mai visto per il fatto che abbiamo visto l'oro e
le montagne» (Quodl. VIII, q.2 a.1).
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
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«Infatti la ragione particolare afferra l'individuo come ciò che appartiene
ad una natura comune, il che le accade in quanto è unita, in un medesimo soggetto, alla parte intellettiva, di qui la ragione particolare conosce
quest'uomo determinato, in quanto è un uomo determinato, e questo
pezzo di legno determinato, in quanto è un pezzo di legno determinato;
la capacità di valutare invece non afferra conoscitivamente un individuo
come ciò che appartiene ad una natura comune ad altri, ma solo in
quanto è termine o principio di un' azione o di una passione, come la
pecora riconosce un determinato agnello non in quanto è un agnello
determinato, bensì in quanto è quello che deve essere allattato da lei,
oppure riconosce una certa erba in quanto è il suo cibo; quindi la pecora, con la sua capacità naturale di valutare, non afferra in nessun modo
quegli individui a cui non si estende la sua attività o da cui non subisce
nulla: la capacità naturale di valutazione infatti è data agli animali perché grazie ad essa mettano ordine nelle proprie azioni, seguendo le
passioni o rifuggendo da esse» (In II De anima, lc.13).
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Il fantasma come oggetto prossimo dell’intelletto:
«Intellectivae animae phantasmata sunt sicut sensibilia sensui» (Q.D.
De anima, q.u. a.15).
Natura della species sensibilis
“Forma sensibilis alio modo est in re quae est extra animam, et alio
modo in sensu, qui suscipit formas sensibilium absque materia, sicut
colorem auri sine auro” (I, q.84 a.1).
“[...] forma recipitur in patiente sine materia, inquantum patiens assimilatur agenti secundum formam, et non secundum materiam. Et per
hunc modum, sensus recipit formam sine materia, quia alterius modi
esse habet forma in sensu, et in re sensibili. Nam in re sensibili habet
esse naturale, in sensu autem habet esse intentionale et spirituale” (In
II De anima, lc.24).
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
“Oportet autem esse diversum gradum huiusmodi esse immaterialis.
Unus enim gradus est secundum quod in anima sunt res sine propriis
materiis, sed tamen secundum singularitatem et conditiones individuales, quae consequuntur materiam. Et iste est gradus sensus, qui est
susceptivus specierum individualium sine materia, sed tamen in organo
corporali" (Q.D. De anima, a.13)
“[...] sensitivas potentias, in quibus formae sunt medio modo inter modum intelligibilem et modum materialem. Conveniunt siquidem cum formis intelligibilibus inquantum sunt formae sine materia; cum materialibus vero formis, inquantum nondum sunt a conditionibus materiae denudatae: et ideo potest esse actio et passio suo modo inter res materiales et potentias sensitivas, et similiter inter has et inter intellectum" (De
Verit., q.8 a.9)
“[...] similitudo quae est in sensu, abstrahitur a re ut ab obiecto cognoscibili, et ideo per illam similitudinem res ipsa per se directe cognoscitur;
similitudo autem quae est in intellectu, non abstrahitur a phantasmate
sicut ab obiecto cognoscibili, sed sicut a medio cognitionis, per modum
quo sensus noster accipit similitudinem rei quae est in speculo, dum
fertur in eam non ut in rem quamdam, sed ut in similitudinem rei. Unde
intellectus noster non directe ex specie quam suscipit, fertur ad cognoscendum phantasma, sed ad cognoscendum rem cuius est phantasma"
(De Verit., q.2 a.6).
“Est autem duplex immutatio, una naturalis, et alia spiritualis. Naturalis
quidem, secundum quod forma immutantis recipitur in immutato secundum esse naturale, sicut calor in calefacto. Spiritualis autem, secundum
quod forma immutantis recipitur in immutato secundum esse spirituale;
ut forma coloris in pupilla, quae non fit per hoc colorata. Ad operationem autem sensus requiritur immutatio spiritualis, per quam intentio
formae sensibilis fiat in organo sensus. Alioquin, si sola immutatio naturalis sufficeret ad sentiendum, omnia corpora naturalia sentirent dum
alterantur” (I, q.78 a.3).
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
Conoscenza incipiente per accidens dell’universale nella cogitativa:
Qualiter autem hoc unum accipi possit, manifestat consequenter. Manifestum est enim quod singulare sentitur proprie et per se, sed tamen
sensus est quodammodo etiam ipsius universalis. Cognoscit enim
Calliam non solum in quantum est Callias, sed etiam in quantum est hic
homo, et similiter Socratem in quantum est hic homo. Et exinde est
quod tali acceptione sensus praeexistente, anima intellectiva potest
considerare hominem in utroque. Si autem ita esset quod sensus
apprehenderet solum id quod est particularitatis, et nullo modo cum hoc
apprehenderet universalem naturam in particulari, non esset possibile
quod ex apprehensione sensus causaretur in nobis cognitio universalis.
«Si enim accipiantur multa singularia, quae sunt indifferentia quantum
ad aliquid unum in eis existens, illud unum secundum quod non
differunt, in anima acceptum, est primum universale, quidquid sit illud,
sive scilicet pertineat ad essentiam singularium, sive non. Quia enim
invenimus Socratem et Platonem et multos alios esse indifferentes
quantum ad albedinem, accipimus hoc unum, scilicet album, quasi
universale quod est accidens. Et similiter quia invenimus Socratem et
Platonem et alios esse indifferentes quantum ad rationalitatem, hoc
unum in quo non differunt, scilicet rationale, accipimus quasi universale
quod est differentia.
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[...] Quia igitur universalium cognitionem accipimus ex singularibus,
concludit manifestum esse quod necesse est prima universalia principia
cognoscere per inductionem. Sic enim, scilicet per viam inductionis,
sensus facit universale intus in anima, in quantum considerantur omnia
singularia» (In II Post. anal., lc.20 nn.13-14).
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1. Conoscenza sensitiva. Percezione
1. Conoscenza sensitiva. Percezione
In sintesi: la formatio sensitiva
Importanza e ruolo della conoscenza sensibile per il realismo:
“[...] la conoscenza umana è, in prima istanza, una conoscenza sensoria. Nessun classico della filosofia, né Platone né Aristotele, lo metteva
in dubbio. Il realismo conoscitivo - tanto il cosiddetto realismo ingenuo
quanto il realismo critico - sono d'accordo che «nihil est in intellectu,
quod prius non fuerit in sensu» (nulla vi è nell'intelletto che prima non
sia stato nel senso). Tuttavia, i limiti di tale «sensus» non sono esclusivamente sensori. Sappiamo, infatti, che l'uomo conosce non soltanto le
tinte, i toni o le forme, ma conosce gli oggetti globalmente: per esempio, non soltanto un insieme di qualità riguardanti l'oggetto «uomo», ma
anche l'uomo in se stesso (sì, l'uomo come persona). Conosce, dunque, verità extrasensorie o, in altre parole, transempiriche” (Giovanni
Paolo II, Varcare la soglia della speranza, Mondadori, 1994, p. 36).
(Schema di P. José Antonio Izquierdo LC)
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva
1. Conoscenza sensitiva
Gli effetti ottici...
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Gli effetti ottici...
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
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(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva
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Gli effetti ottici...
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
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(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva
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Gli effetti ottici...
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
La percezione dei colori e del contrasto
Ci fidiamo della nostra capacità di stabilire se un oggetto è più chiaro o più
scuro di un altro?
Osserviamo questi due cerchi: mi sapete dire quale è più scuro?
1. Conoscenza sensitiva
Gli effetti ottici...
·
·
Facile, no?
E allora proviamo con
qualcosa di più
impegnativo….
Due
elementiancora
di questa
contrassegnati
un cerchio:
sappiamo
Se qualcuno
nonscacchiera
crede chesono
il livello
di grigio sia con
lo stesso,
può praticare
dire
dueed
è più
scuro? i due quadrati attraverso tali fori.
due quale
fori sudei
foglio
osservare
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A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
A) Conoscenza naturale e spontanea
(conoscenza empirica)
1. Conoscenza sensitiva
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